Ipnosi e attacchi di Panico
14 Giugno 2016

L’Elaborazione del Trauma

L’Elaborazione del Trauma

Per dirla in modo semplice  agli oggetti, alle cose, talvolta si fa fatica ad associare i nomi. Le percezioni e le immagini non richiamano automaticamente le parole e i nomi delle cose a cui ci riferiamo nona giungono alla mente con facilità e il proprio corpo è spesso chiuso in se stesso incapace di esprimersi di sperimentare tutte le sue potenzialità.

Talvolta   si fatica ad associare i nomi alle cose e alle persone e subentrano delle amnesie e delle dimenticanze. Il fenomeno di avere qualche cosa sulla punta della lingua è un’ esperienza comune a tutti anche nella vita quotidiana. Poi il nome ritorna alla mente quando meno ce lo aspettiamo. Vi sono periodi in cui tutto ciò ricompare quando si è sotto stress. Talvolta i periodi si allungano poiché alla base di tali dimenticanze vi sono eventi e fatti talmente  dolorosi che si pongono come un elemento disturbante che impedisce di ricordare, di concentrarsi e di vivere nel presente. Tali ricordi hanno bisogno di essere rivisitati e trasformati, in modo che non disturbino più. Ma bisogna farlo al momento giusto. Per questo occorre andare con molta gradualità nel  farli affiorare e procedere con molta protezione verso la persona che ha bisogno di esprimerli e che prima di tutto ha bisogno di esprimersi e di agire e di ritrovare in se fiducia.  Non è vero che possiamo parlare indistintamente e in modo indifferente di tutto; di alcune cose occorre concedersi di parlarne solo al momento opportuno, riservandosi di parlarne un po’ alla volta; aprendosi alla fiducia gradualmente. Non è sufficiente ricordare un trauma, occorre riscoprire prima la fiducia in se stessi e negli altri dopo i segni lasciati da un evento o più eventi traumatici e guarire così dalle ferite e dalle conseguenze che ha lasciato nella nostra mente e anche  nel nostro corpo, portandoci a chiuderci in noi stessi- spesso portandoci abbassare la voce o a usare una voce appena accennata,  oppure assumendo nel corpo una posizione chiusa e rannicchiata, oppure un atteggiamento costantemente irascibile e guardingo. Perciò un evento spiacevole si può e si deve ricordare nella misura in cui il dolore che ad esso è associato può essere trasformato, dandogli nuovi significati, facendolo apparire sotto una nuova luce; è allora che anche il corpo si apre e anche la memoria ritorna al pieno delle risorse. Le parole che si usano per narrare nuovamente e raccontare la nostra vita passata vissuta diventano come un balsamo lenitivo quando viene applicato su una ferita ancora aperta; è questo il lavoro paziente che il terapeuta fa insieme alla persona che ha bisogno di liberare la mente e il corpo da ricordi e dai fatti spiacevoli di una esistenza. Il primo passo per risolvere un trauma – si ribadisce- non è ricordarlo, ma lasciare che questo torni alla mente al momento opportuno, in modo scalare, quando ci si sente protetti, come quando si sta rimarginando una ferita, attraverso una rigenerante relazione terapeutica, per poterlo guardare,  di modo che all’evento traumatico possano essere attribuiti nuovi significati, e dall’evento traumatico non se ne venga travolti e se ne esca più forti e più protesi verso il futuro.

In Primis occorre mettere le persone nella condizione di riprendere delle sane abitudini come il sonno, come la cura di sé, come una sana alimentazione, come la cura della salute fisica, come un sano stile di vita e poter via via proseguire lungo un percorso terapeutico efficace per trasformare questi ricordi. “C’è un tempo per ogni cosa”, sarebbe questa la cosa importante per chi soffre delle conseguenze di un evento o di eventi traumatici accumulati; prima ci si stabilizza attraverso la ripresa delle proprie energie, prima è possibile poter affrontare con il terapeuta i ricordi dolorosi, prima si riesce a ritrovare la forza per andare oltre quei fatti trascorsi. E’ questo il terzo e ultimo passo per venire a capo dei segni lasciati nel corpo e nella mente dai fatti dolorosi della propria storia: diventare un  po’ più forti dopo esser passati attraverso ed essendosi liberati dal proprio dolore; così ci si protende verso un futuro diverso in cui il proprio corpo risponde diversamente rivitalizzandosi e con esso anche la propria mente.

 

Dr. Pierfrancesco Pisano