Psicoterapia

Attacchi di panico


Gli Attacchi di Panico fanno parte dei disturbi d'ansia. Quando ci si sente ansiosi si percepisce di non poter respirare, di sentirsi piccoli e a volte impotenti, perché in balia di un presunto pericolo, non importa se reale o meno. In quei momenti può capitare che l'inconscio metta in atto dei meccanismi automatici che sono legati all'attaccare o al fuggire. In quei momenti i pensieri si susseguono senza sosta uno dopo l'altro, cercando una soluzione e una via di fuga al presunto pericolo, e non c'è "spazio mentale" per altro: tutto si concentra sul pericolo percepito e si entra in uno stato di tensione e di contrazione.
I pensieri diventano per così dire troppo veloci, si tende a pensare al peggio e l'emozione prevalentemente è il timore. Un senso di formicolio è dato dal fatto che il sangue in superficie non affluisce, mentre affluisce nei grandi vasi degli arti che devono essere pronti per correre e fuggire. Tutto questo si genera durante la cosiddetta sensazione di "panico".



Il percorso che si fa durante la psicoterapia è quello di creare uno "spazio mentale" in grado di contrastare il senso di panico, Per crearlo, occorre diventare consapevoli che le energie legate alla reazione della paura spesso sono fuori luogo e perciò possono essere trasformate in modo positivo. In questo spazio interno, il pensiero non è legato alla paura né alla rabbia, ma a un senso di calma creativa e produttiva. Attraverso questi passaggi, le persone possono via via ritrovare i propri ritmi naturali e gradualmente slegarsi dall'idea che il senso di panico potesse impossessarsi di loro senza ragione apparente, collegandosi quindi con quelle sensazioni di calma che si possono ritrovare in un luogo tranquillo, dentro di sé.
Quando meno ce lo si aspetta, come per esempio in treno, in auto, stando fuori in mezzo alla gente, le persone sono potute ritornare in questo luogo interiore; via via le normali attività, a cui avevano rinunciato per timore che il panico si ripresentasse, si sono reintrodotte nella loro quotidianità, ritornando a essere in pieno possesso della propria vita.



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